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Testo del provvedimento

PROCESSO DI COGNIZIONE (NOTIFICHE, ATTI INTRODUTTIVI, TRATTAZIONE)


Screenshot dell’ordinanza impugnata allegata al ricorso in Cassazione




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 1 - ORDINANZA 31 gennaio 2020, n.2307
MASSIMA
Il deposito di uno screenshot dell’ordinanza impugnata, allegato al ricorso, è inammissibile, poiché non attinente né alla nullità della decisione stessa, né all’ammissibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 372 c.p.c..



CASUS DECISUS
I.W.M. , cittadino senegalese, ricorre per un mezzo, nei confronti del Ministero dell’interno, contro la sentenza del 30 ottobre 2017 con cui la Corte d’appello di Potenza ha dichiarato inammissibile l’appello da lui proposto avverso ordinanza con cui il locale Tribunale aveva rigettato la sua domanda di protezione internazionale o umanitaria.
2. Non svolge difese l’amministrazione intimata.
3. A fronte della proposta formulata dal relatore nessuna replica è stata offerta dal ricorrente, che non ha depositato memoria.
Considerato che:
4. - L’unico motivo di ricorso denuncia violazione del codice dell’amministrazione digitale, art. 20, comma 1 bis, e art. 21 e del D.P.R. 13 novembre 2014, n. 78954, art. 3, in relazione all’art. 702 quater c.p.c., censurando la sentenza impugnata per non essersi avveduta che "il provvedimento redatto in formato. elettronico dal giudice e da questi sottoscritto con firma digitale ai sensi del D.M. 21 febbraio 2014, art. 15 presenta delle evidenti anomalie... almeno una delle firme, quella del giudice di prime cure, non è valida e la pagina 14, ossia quella contenente il dispositivo dell’ordinana impugnata, risulta modificata".



TESTO DELLA SENTENZA

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 1 - ORDINANZA 31 gennaio 2020, n.2307 - Presidente Genovese – Relatore Di Marzio

Ritenuto che:

5. - Il Collegio ha disposto la redazione del provvedimento in forma semplificata.

6. - Il ricorso è inammissibile.

A fronte dell’incontrovertibile evidenza posta a fondamento della decisione della corte territoriale, la quale ha osservato che l’ordinanza impugnata era stata depositata il 1 agosto 2016 e notificata per esteso al difensore dell’appellante per via telematica il successivo 2 agosto 2016, mentre l’appello era stato proposto soltanto il 30 ottobre 2016, oltre il termine di 30 giorni previsto dall’art. 702 quater c.p.c., l’odierno ricorrente replica che detta ordinanza recherebbe una firma del giudice che 'non è valida'.

E, tuttavia, non è dato comprendere perché mai la firma sarebbe invalida e, cioè, in che cosa essa mancherebbe di conformità rispetto alla previsione legale. Lo stesso dicasi per una non meglio identificata modificazione della pagina 14 dell’ordinanza, che peraltro è composta di quattro pagine, sicché non riesce assolutamente a comprendersi di che cosa il ricorrente intenda discorrere.

Ciò esime dall’osservare che a fondamento della dedotta invalidità della sottoscrizione del giudice, il ricorrente ha depositato uno 'screenshot dell’ordinanza allegato al presente ricorso', produzione, questa, inammissibile giacché non attinente nè alla nullità della sentenza impugnata, nè all’ammissibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 372 c.p.c.

6. - Nulla per le spese. Sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso. zki sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 girate/; dichiara che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, ove dovuto.