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Testo del provvedimento

PATRIMONIO (REATI CONTRO LA –ARTT. 624-648-TER)
CP Art. 625


FURTO AGGRAVATO A CHI SOTTRAE UN TROLLEY AL CAPOTRENO




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 24 ottobre 2019, n.43573
MASSIMA
Integra il reato di furto aggravato ai sensi dell’art. 625, primo comma, n. 6 cod. pen. la condotta di chi sottrae un trolley al capotreno, atteso che quest’ultimo riveste la qualità di viaggiatore, dovendosi intendere con tale espressione qualunque persona che si muove da un luogo all’altro con qualsiasi mezzo di trasporto, e che il trolley e tutti gli altri oggetti in esso contenuti rientrano nella nozione di “bagaglio”, trattandosi di cosa che il viaggiatore porta con sé per necessità attinenti alla propria attività lavorativa o alla finalità del viaggio.



TESTO DELLA SENTENZA

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 24 ottobre 2019, n.43573 -
SENTENZA sul ricorso proposto da: MYKHAYLOV IHOR nato il 12/09/1993 avverso la sentenza del 25/09/2017 della CORTE di APPELLO di ANCONA visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Elisabetta Maria Morosini; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Tomaso Epidendio, che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso; udito il difensore, avv. Cristina Carolina Marinacci, che ha concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso; RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Ancona ha confermato la condanna di Mykhaylov Ihor per il reato di furto aggravato ai sensi dell'art. 625, primo comma, n. 6 cod. pen.. 2. Avverso la sentenza ricorre l'imputato, tramite il difensore, articolando due motivi. 2.1 Con il primo, denunciando violazione di legge, si duole del riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 625, primo comma, n. 6 cod. pen.. La condotta è consistita nella sottrazione di un trolley al capotreno, quindi di un bene non rientrante nella nozione di 'bagaglio' in quanto assegnato ad un pubblico ufficiale, al cui interno erano custoditi 'il tablet e tutta la documentazione relativa ai treni'. Peraltro l'imputato mirava all'impossessamento non del trolley, ma del suo contenuto. 2.2 Con il secondo motivo deduce vizio motivazionale sulla mancata derubricazione del fatto nel delitto tentato e sul mancato riconoscimento della desistenza volontaria. La persona offesa si sarebbe accorta subito della sottrazione del trolley che avrebbe prontamente recuperato, prima che il bene uscisse dalla sua sfera di vigilanza. CONSIDERATO IN DIRITTO 1, Il ricorso è inammissibile. 2. Entrambi i motivi sono manifestamente infondati. Le questioni giuridiche proposte, implicanti peraltro anche valutazioni sul fatto, hanno già trovato corretta soluzione nella sentenza impugnata. 3. Nella specie il furto è stato commesso sul 'trolley' che la persona offesa aveva con sé mentre viaggiava, in veste di capotreno, a bordo del treno sulla tratta ferroviaria Ancona - Foligno. È indubbio che ricorrano i presupposti di cui all'art. 625, comma primo, n. 6 cod. pen.. La vittima riveste la qualità di 'viaggiatore', dovendosi intendere con tale espressione qualunque persona che si muove da un luogo all'altro con qualsiasi mezzo di trasporto. Tale qualità si mantiene dall'inizio alla fine del viaggio, comprese le tappe intermedie. Non vi è ragione per escludere dalla categoria dei 'viaggiatori', tutelati dall'aggravante, i componenti del personale di servizio di trasporto, essendo anch'essi «persone che si trovano in viaggio quale che sia il motivo dello stesso» (Sez. 2, n. 1786 del 20/12/1961, Porfido; Sez. 2 n. 885 del 05/04/1963, Contarese), avuto riguardo alla finalità della norma volta ad assicurare maggiore protezione a chi non può provvedere con attenzione alla custodia delle proprie cose per la distrazione dovuta al viaggio. Il 'trollley' e tutti gli oggetti in esso contenuti (compreso il tablet) rientrano nella nozione di 'bagaglio', trattandosi di cosa che il viaggiatore porta con sé per necessità attinenti alla propria attività lavorativa o alla finalità del viaggio (da ultimo Sez. 5, n. 40829 del 04/07/2017, Hudorovic, Rv. 271428 - 01). 4. Il reato è giunto a consumazione. L'imputato, preso il trolley con il relativo contenuto, si è dato alla fuga, la persona offesa lo ha inseguito, riuscendo a recuperare quanto sottratto. Il criterio distintivo tra consumazione e tentativo risiede nella circostanza che l'agente consegua, anche se per breve tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva. Nella specie è indubbio che l'imputato, nel tempo della fuga, abbia acquisito una autonoma disponibilità sulla cosa. La conclusione rende ultroneo l'esame della questione sulla desistenza volontaria, peraltro neppure dedotto come motivo di appello. 5. Alla declaratoria d'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende della somma, che si stima equa, di Euro 3.000,00. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e della somma di Euro 3.000,00, in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 26/09/2019 Il Presidente