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Testo del provvedimento

CONTRATTI DELLA P.A.


Termine di stand still processuale in caso di impugnazione dell’aggiudicazione con istanza cautelare




TAR LAZIO - DECRETO 24 luglio 2019, n.5055
MASSIMA
L’apparente contraddittorietà interna dell’art. 32, comma 11, d.lgs. n. 50 del 2016 – laddove prevede che, in caso di proposizione di un ricorso avverso l'aggiudicazione con contestuale domanda cautelare, il contratto non può essere stipulato, dal momento della notificazione dell'istanza cautelare alla stazione appaltante “per i successivi venti giorni, a condizione che entro tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del merito all'udienza cautelare” stabilendo tuttavia, altresì, che il contratto non può essere stipulato “fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva” (alla scadenza del termine di venti giorni) – debba essere risolta nel senso di ritenere che l’effetto preclusivo automatico debba permanere fino all’assunzione dei predetti provvedimenti ad opera del giudice, anche se adottati oltre il termine di venti giorni, dovendosi quindi correlare lo stand still processuale esclusivamente alla decisione del giudice in ordine alla richiesta cautelare, altrimenti risultando privo di significato l’inciso “ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva” ai venti giorni, di cui alla citata norma.



TESTO DELLA SENTENZA

TAR LAZIO - DECRETO 24 luglio 2019, n.5055 -

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Vista l'istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi dell'art. 56 cod. proc. amm.;

Considerato che forma oggetto di impugnazione il provvedimento di esclusione della ricorrente dalla procedura di gara e l’aggiudicazione della stessa alla seconda classificata;

Considerato che – tenuto conto delle date di notifica e di deposito del ricorso – la prima camera di consiglio utile per l’esame collegiale dell’istanza cautelare è quella fissata per il giorno 10 settembre 2019;

Considerato che sino a tale data deve intendersi ancora operante l’effetto preclusivo alla stipula del contratto di cui all’art. 32, comma 11, del D.Lgs. n. 50 del 2016;

Ritenuto, infatti, che l’apparente contraddittorietà interna della norma – laddove prevede che, in caso di proposizione di un ricorso avverso l'aggiudicazione con contestuale domanda cautelare, il contratto non può essere stipulato, dal momento della notificazione dell'istanza cautelare alla stazione appaltante “per i successivi venti giorni, a condizione che entro tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del merito all'udienza cautelare” stabilendo tuttavia, altresì, che il contratto non può essere stipulato “fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva” (alla scadenza del termine di venti giorni) – debba essere risolta nel senso di ritenere che l’effetto preclusivo automatico debba permanere fino all’assunzione dei predetti provvedimenti ad opera del giudice, anche se adottati oltre il termine di venti giorni, dovendosi quindi correlare lo stand still processuale esclusivamente alla decisione del giudice in ordine alla richiesta cautelare, altrimenti risultando privo di significato l’inciso “ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva” ai venti giorni, di cui alla citata norma;

Ritenuto che tale interpretazione – sulla permanente operatività dell’effetto preclusivo alla stipula del contratto sino alla conclusione della fase cautelare di primo grado - sia la più coerente con la ratio della norma, da raccordarsi con le previsioni di cui agli articoli da 121 a 124 c.p.a. e con il principio di effettività della tutela, nonchè con l’applicazione dell’istituto per i casi di rinvio della camera di consiglio per l’esame cautelare, essendosi affermato, in tale ipotesi, che “Nel caso in cui nella camera di consiglio fissata per la trattazione della domanda cautelare di sospensione temporanea dell'aggiudicazione venga disposto un rinvio dell'udienza camerale continua ad operare lo stand still, potendo dirsi venuto meno tale motivo ostativo alla stipula del contratto solo nel caso di un rinvio della causa all'udienza di merito (anche ai fini dell'esame dell'istanza cautelare), perché solo in questo ultimo caso può dirsi essere intervenuta una rinuncia, sia pur implicita, all'operatività del vincolo di stand still” (Consiglio di Stato, Sez. V, 14 novembre 2017, n. 5243; TAR Lazio, Sez. II bis, decreto 31 maggio 2019 n. 3222);

Ritenuto, pertanto, che la tutela delle ragioni di parte ricorrente – volte ad ottenere, in via principale, l’aggiudicazione della procedura e, per l’effetto, la stipula del contratto, anche quale forma di risarcimento del danno, in forma specifica - siano assicurate dal vincolo discendente dallo stand still processuale di cui all’art. 32, comma 11, del D.Lgs. n. 50 del 2016, la cui cessazione interviene con la conclusione della fase cautelare;

Ritenuto, conseguentemente, tenuto anche conto della assenza di ragioni di urgenza per l’esecuzione anticipata delle prestazioni oggetto della gara, che non vi siano i presupposti per la concessione della richiesta misura cautelare monocratica, che costituirebbe una mera duplicazione di un effetto di legge in ordine all’inibitoria alla stipula del contratto nelle more della decisione nella competente sede collegiale e sino al verificarsi di una delle ipotesi, previste nella citata norma, che determinano la cessazione dell’effetto sospensivo della stipula del contratto.


P.Q.M.

Rigetta, per le considerazioni dianzi illustrate circa la perdurante operatività dello stand still processuale sino alla camera di consiglio, la proposta istanza di concessione di misure cautelari monocratiche.

Fissa per la trattazione collegiale della controversia la camera di consiglio del 10 settembre 2019.

Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.