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Testo del provvedimento

MISURE DI PREVENZIONE E DI SICUREZZA


Valutazione dei presupposti per l'interdittiva antimafia nel caso di reati-spia




CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - 2 maggio 2019, n.2855
MASSIMA
Rispetto ai titoli di reato, contenuti nell’art. 84, comma 4, lett. a), d.lgs. n. 159 del 2011, il legislatore ha svolto una valutazione ex ante, ritenendo che integrano una 'spia' di per sé sola sufficiente ad imporre, nella logica anticipata e preventiva che permea la materia delle informative antimafia, l'effetto interdittivo nei rapporti con la pubblica amministrazione. Il disvalore sociale e la portata del danno ambientale, previsto dall’art. 260, d.lgs. n. 152 del 2006 e connesso al traffico illecito di rifiuti, rappresentano ragioni sufficienti a far valutare con attenzione i contesti imprenditoriali, nei quali sono rilevati, in quanto oggettivamente esposti al rischio di infiltrazioni di stampo mafioso, anche indirettamente mediante il contatto con un congiunto affiliato alla mafia. (Fattispecie in cui il Prefetto aveva adottato l'interdittiva antimafia nei confronti di una società, sul rilievo che il suo amministratore era stato destinatario di un'ordinanza cautelare, poi annullata, per i reati di cui agli artt. 416, 483, e 640 c.p. ed artt. 260 e 256, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, unitamente ad altri, tra cui suoi familiari, rinviati a giudizio).



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