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Testo del provvedimento

RESPONSABILITÀ CIVILE E FATTI ILLECITI (2043 – 2057 C.C.)


L'azienda farmaceutica non può essere condannata a risarcire il paziente per i danni collaterali prodotti dal farmaco se ha adeguatamente segnalato la possibilità dell'effetto indesiderato nel bugiardino.




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - SENTENZA 7 marzo 2019, n.6587
MASSIMA
Ai fini dello scrutinio in ordine alla sussistenza della prova liberatoria di cui all'art. 2050 c.c. è necessario valutare, da un lato, la rigorosa osservanza di tutte le sperimentazioni e i protocolli previsti dalla legge prima della produzione e della commercializzazione del farmaco, dall'altro l'adeguatezza della segnalazione dell'effetto indesiderato.
In proposito, non una qualunque informativa circa i possibili effetti collaterali del farmaco può scriminare la responsabilità dell'esercente l'attività pericolosa. Spetta quindi all'impresa farmaceutica svolgere una costante opera di monitoraggio e di adeguamento delle informazioni commerciali e terapeutiche allo stato di avanzamento della ricerca, al fine di eliminare o almendo ridurre il rischio di effetti collaterali dannosi e di rendere edotti i potenziali consumatori nella maniera più esaustiva possibile.



ALLEGATO PDF DELLA SENTENZA