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Testo del provvedimento

CONTRATTI DELLA P.A.
COD. CONTR. PUBL. Art.


Parere del Cds sulle opere di urbanizzazione a scomputo




CONSIGLIO DI STATO, COMMISSIONE SPECIALE - PARERE 24 dicembre 2018, n.2942
ANNOTAZIONE
Il Consiglio di Stato ha reso parere in tema di opere di urbanizzazione a scomputo, osservando che:
l'articolo 16, comma 2 bis, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nel prevedere l'esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria funzionali all'intervento di trasformazione urbanistica del territorio, contiene una evidente (ed eccezionale) deroga normativa all'applicazione delle disposizioni codicistiche in materia di affidamento di commesse pubbliche, laddove l'esecuzione di opere di urbanizzazione primaria sia attuata direttamente dal titolare dell'abilitazione a costruire e l'importo delle stesse sia inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria;
se il valore complessivo di tali opere – funzionali e non – non raggiunge la soglia comunitaria, calcolata ai sensi dell’articolo 35, comma 9, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, solo allora il privato potrà avvalersi della deroga di cui all’articolo 16, comma 2 bis, d.P.R. n. 380 del 2001 ed esclusivamente per quelle funzionali; al contrario, qualora il valore complessivo di tali opere superi la soglia comunitaria, il privato sarà tenuto al rispetto delle regole di cui al Codice di contratti pubblici sia per le opere funzionali che per quelle non funzionali;
l’articolo 35, comma 11, del Codice dei contratti pubblici ammette, in coerenza con quanto stabilito dall'articolo 5, paragrafo 10 della direttiva 2014/24/UE, che uno o più lotti possano essere scorporati dai restanti lotti di cui si compone l'opera, a condizione, per i lavori, che il singolo lotto valga meno di 1 milione di euro e che la sommatoria dei lotti scorporati (e aggiudicati) meno del 20% del valore complessivo dell'opera.
Il coacervo delle opere di urbanizzazione a scomputo addossate al titolare del permesso di costruire deve essere considerato, agli effetti del calcolo delle soglie, come una unica “opera prevista” oggetto di un unico appalto. Ne consegue che se la sommatoria di tale coacervo supera la soglia europea tutte le opere dovranno essere assoggettate al codice.



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