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Testo del provvedimento

NULLITÀ DI PROTEZIONE


Il disconoscimento della firma del contratto-quadro da parte dell'investitore è causa di annullamento delle operazioni condotte dalla Banca.




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE - ORDINANZA 21 novembre 2018, n.30104
MASSIMA
In tema di intermediazione finanziaria, il requisito della forma scritta del contratto-quadro, posta a pena di nullità dall’art. 23, d. lgs. n. 58 del 1998, va inteso non in senso strutturale ma funzionale, avuto riguardo alle finalità di protezione dell’investitore assunte dalla norma. Ne discende che tale requisito deve ritenersi rispettato ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente. Inoltre, è sufficiente che vi sia la sottoscrizione di quest’ultimo, e non anche quella dell’intermediario, il cui consenso ben può desumersi alla stregua di comportamenti concludenti dallo stesso tenuti.



ANNOTAZIONE
Il Collegio, accogliendo le censure del ricorrente, dà seguito al consolidato orientamento giurisprudenziale in tema di intermediazione finanziaria e cassa, nella specie, la decisione della Corte di appello per non avere dato rilievo alcuno al disconoscimento, da parte dell’investitore, non solo degli ordini di investimento, ma anche del contratto-quadro, ovvero del contratto di negoziazione.
La Corte conferma, altresì, il proprio consolidato orientamento in forza del quale, in tema di intermediazione finanziaria, la pluralità degli obblighi di diligenza, correttezza, trasparenza, informazione, evidenziazione dell’inadeguatezza dell’operazione che si va a compiere (art. 21, d.lgs. n. 58 del 1998; art. 28 e 29 del reg. Consob n. 11522 del 1998), facenti capo ai soggetti abilitati a compiere operazioni finanziarie, convergono verso un fine unitario, consistente nel segnalare all’investitore, in relazione alla sua accertata propensione al rischio, la non adeguatezza delle operazioni di investimento che si accinge a compiere. Tale segnalazione deve contenere specifiche indicazioni concernenti la natura e le caratteristiche peculiari del titolo, con particolare riferimento alla rischiosità del titolo offerto; la precisa individuazione del soggetto emittente, non essendo sufficiente la mera indicazione che si tratta di un “Paese emergente”; il “rating” nel periodo di esecuzione dell’operazione ed il connesso rapporto rendimento/rischio; eventuali carenze di informazioni circa le caratteristiche concrete del titolo; l’avvertimento circa il pericolo di un imminente default dell’emittente.



ALLEGATO PDF DELLA SENTENZA