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Testo del provvedimento

GIUDICATO
CPC Art. 654
CPC Art. 372


Non è vincolante nei confronti della banca l’accertamento del fatto contenuto nella sentenza penale ove la banca non risulti avere partecipato al giudizio penale.




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 22 novembre 2018, n.30161
MASSIMA
Nel giudizio di cassazione l’esistenza del giudicato esterno è, al pari di quella del giudicato interno, rilevabile d’ufficio non solo quando emerga da atti comunque prodotti nel giudizio di merito, ma anche nell’ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata, con correlativa inopponibilità del divieto di cui all’art. 372 c.p.c.
Tale principio non può trovare applicazione qualora la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell’art. 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare la effettiva sussistenza o insussistenza dei fatti, non assumendo in tal caso la medesima valenza enunciativa della regola iuris cui il giudice civile ha il dovere di conformarsi nel caso concreto e potendo ravvisarsi la sua astratta rilevanza soltanto in relazione all’affermazione o negazione di meri fatti materiali, ossia a valutazioni di stretto merito non deducibili nel giudizio di legittimità.
È peraltro necessaria la indefettibile coincidenza delle parti tra il giudizio penale e il giudizio civile, e cioè che non soltanto l’imputato ma anche il responsabile civile e la parte civile abbiano partecipato al processo penale. Di conseguenza, non è vincolante nei confronti della banca l’accertamento del fatto contenuto nella sentenza penale, prodotta solo con memoria di replica relativa al giudizio di primo grado, ove la banca non risulti avere partecipato al giudizio penale.



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