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Testo del provvedimento

TUTELA DELLE COMUNICAZIONI


Acquisto delle azioni Mediaset s.p.a., il Tar Lazio rimette la questione alla CGUE




TAR LAZIO - ORDINANZA 5 novembre 2018, n.1064
ANNOTAZIONE
Il Tar Lazio, con ordinanza n. 1064 del 5.11.2018, ritiene di dover sospendere il giudizio di impugnazione, proposto dalla Vivendi S.A. contro i provvedimenti dell'AGCom adottati a seguito dell'acquisto di azioni Mediaset s.p.a., fino alla definizione della questione pregiudiziale, la cui valutazione viene rimessa alla Corte di Giustizia delle Comunità europee.
A tale decisione il Collegio perviene in ragione dell’esame della disciplina nazionale e di quella comunitaria, interrogandosi sulla conformità della disciplina dettata dall’art. 43 commi 5, 11 e 14 del d.lgs. 177/2005, in rapporto alla disciplina prevista dagli artt. 14 e 15 della Direttiva 2002/21/CE ed ai principi di massima concorrenza, proporzionalità, parità di trattamento e non discriminazione, libertà di espressione, tutela del pluralismo, libera circolazione dei capitali e libera prestazione dei servizi.
In particolare, il Tar Lazio espone alla Cgue le seguenti questioni:
-se sia contrastante con il principio della libertà di circolazione dei capitali di cui all’art. 63 TFUE la disposizione di cui all’art. 43, comma 11, nella parte in cui si limita il settore delle comunicazioni elettroniche ai mercati suscettibili di regolamentazione ex ante, nonostante l’informazione risulti veicolata in misura crescente dall'uso di internet, dei personal computer e della telefonia mobile, settori esclusi dal regime dell'art. 43;
-se i principi in tema di tutela della libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi ostino all’applicazione dell'articolo 43, commi 11 e 14, secondo la quale i ricavi, rilevanti per determinare la seconda soglia di sbarramento del 10%, sono rapportabili ad imprese non controllate né soggette ad influenza dominante, ma solo “collegate” nei termini di cui all’art. 2359 del codice civile, pur risultando non esercitabile, nei confronti di queste ultime, alcuna influenza sulle informazioni da diffondere;
-se i principi in tema di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, di tutela del pluralismo delle fonti d'informazione e della concorrenza nel settore radiotelevisivo ostino all'applicazione dell'art. 43, commi 9 e 11, che sottopone a soglie di sbarramento diverse i soggetti tenuti all’iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione rispetto alle imprese operanti nel settore delle comunicazioni elettroniche.



ALLEGATO PDF DELLA SENTENZA