Shop Neldirittoeditore Carrello
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | VENERDÌ   21  LUGLIO AGGIORNATO ALLE 22:53
Testo del provvedimento

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
AMMINISTRAZIONE PUBBLICA


Le condizioni dell'azione:l'interesse a ricorrere




CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV , SENTENZA 12 settembre 2016, n.3848
RICOGNIZIONE

Il Consiglio di Stato chiarisce le conseguenze processuali derivanti dalla sopravvenuta carenza d'interesse




MASSIMA

Nel giudizio amministrativo, ove la parte abbia dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso, ne discende l'improcedibilità dell'impugnazione, non potendo in tal caso (in omaggio al principio dispositivo) il giudice decidere la controversia nel merito, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire, imponendosi, dunque, una declaratoria in conformità (D.lgs 104/2010)





TESTO DELLA SENTENZA

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV , SENTENZA 12 settembre 2016, n.3848 - Pres. Patroni Griff; Est.Russo

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 6248 del 2015, proposto da:
Comune di Trinitapoli, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Nicola Di Modugno, con domicilio eletto presso Alfredo Placidi in Roma, Via Cosseria N. 2;
contro
C.T., rappresentato e difeso dall'avv. Chiara Caggiano, con domicilio eletto presso Segreteria Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro 13; C.T., P.T., rappresentati e difesi dall'avv. Chiara Caggiano Metta, con domicilio eletto presso Segreteria Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro 13;
per la riforma
della sentenza del T.A.R. PUGLIA - BARI: SEZIONE III n. 00400/2015, resa tra le parti, concernente revoca del decreto di esproprio.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di C.T. e di C.T. e di P.T.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 giugno 2016 il Cons. Nicola Russo e uditi per le parti gli avvocati Di Modugno e Chiara Caggiano;
Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con atto depositato in data 17 giugno 2016 l'appellante, a mezzo del proprio difensore, ha chiesto la declaratoria di improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse con integrale compensazione delle spese processuali.
Il difensore delle parti appellate si è opposto in udienza alla declaratoria di improcedibilità, stante, a suo dire, la fondatezza dell'eccezione (esposta nel controricorso al primo punto) di irricevibilità dell'appello.
Ad avviso del Collegio, ove la parte, come nel caso di specie, abbia dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso, ne discende l'improcedibilità dell'impugnazione, non potendo in tal caso - in omaggio al principio dispositivo - il giudice decidere la controversia nel merito, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire, imponendosi, dunque, una declaratoria in conformità (cfr. Cons. St., Sez. V, 17 settembre 2012, n. 4913).
Quanto alle spese del grado, stante l'opposizione delle parti appellate e vista la motivazione dell'ordinanza di rigetto della sospensiva (ord. n. 3378 del 2015), che, nel ribadire come la sentenza impugnata appaia "immune dalle censure prospettate dal Comune appellante", ha, altresì avuto cura di sottolineare l'annosità della vicenda rimarcando che non si è ancora conclusa "per i privati espropriati tramite la corresponsione del (dovuto) serio ristoro derivante dalla privazione della disponibilità del bene, illegittimamente appreso dalla mano pubblica", il Collegio ritiene di doverle porre a carico del Comune appellante, liquidandole come in dispositivo.
P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Spese a carico del Comune appellante ed a favore delle parti appellate, liquidate complessivamente in Euro 2.000,00, oltre I.V.A., C.P.A. e rimborso del contributo unificato.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 giugno 2016 con l'intervento dei magistrati:
Filippo Patroni Griffi, Presidente
Nicola Russo, Consigliere, Estensore
Raffaele Greco, Consigliere
Fabio Taormina, Consigliere
Silvestro Maria Russo, Consigliere